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Solidarietà con A Manca per i recenti atti di intimidazione subiti dai propri legali |
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Scritto da Arbeschida Sarda
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Sabato 17 Ottobre 2009 09:38 |
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Rubati i computer degli avvocati difensori dei militanti di A Manca pro s'Indipendentzia
La notte tra il 12 e il 13 ottobre misteriosi ladri sono penetrati nello studio legale degli avvocati Luigi Sotgiu e Elisabeta Udassi. Refurtiva: 3 computer portatili di vecchio modello. Stranamente non sono stati rubati ne oggetti di valore ne soldi che si trovavano nello studio. I misteriosi ladri (dotati di comodi passpartout) erano interessati solamente al contenuto dei pc, ovvero tutti i dati delle inchieste contro i tre esponenti di A Manca pro s'Indipendentzia. Il fatto è certamente inquietante, ma visto il contesto non dovrebbe stupire: La prima inchiesta, denominata operazione “Arcadia”, risale al luglio 2006. Durante l'inchiesta, sulla base di accuse mai provate, furono arrestati 10 esponenti di AMpI, che vennero tutti rilasciati entro un anno. Tra loro c'erano Massimiliano Nappi, Emanuela Sanna, Bruno Bellomonte, difesi dai legali Sotgiu e Udassi. Dopo aver scontato fino a un anno di reclusione i militanti indipendentisti sono ancora ardentemente in attesa di un processo che metta fine alla vicenda. La seconda inchiesta, ancora più fantasiosa risale a quattro mesi fa, in questo caso fu arrestato solo Bruno Bellomonte, accusato di essere coinvolto in una altrettanto fantasiosa ricostituzione di novelle Brigate Rosse. L'autorevole dirigente indipendentista dopo l'arresto è stato subito trasferito, in aperta violazione delle leggi, nel carcere di Catanzaro, ostacolando al massimo grado i contatti con la famiglia e i suoi avvocati. Dal suo arresto Bruno si trova in totale isolamento, nonostante non sia stato provato nulla delle incredibili accuse nei suoi confronti. Attendiamo con ansia il processo. Ma quanto è successo agli avvocati non ci dovrebbe stupire giacchè il democratico stato Italiano, sempre impegnato in giro per il mondo a esportare democrazia, ha evidentemente deciso che i Sardi non possano più metter bocca su quello che succede in Sardegna. Il Popolo Sardo non può esprimersi sulla costruzione di centrali nucleari nel suo territorio, nè tantomeno sulla deleteria costruzione di parchi eolici. Ai sardi non deve interessare cosa succede nei poligoni militari di Quirra e Teulada. Se qualche regista decide di fare un film sui danni prodotti dalla Saras dei signori Moratti, allora viene denuciato, e il suo film censurato. Quando arrivano le scorie dell'industria italiana così che noi possiamo lavorarle e rimandarle in continente, dobbiamo essere contenti di inquinarci per rendere i signori di Torino e Milano più felici. E dobbiamo anche essere contenti di quando arriva l'immondezza del continente, che però dobbiamo nascondere agli occhi dei turisti che potrebbero esserne turbati. Questa è l'idea di democrazia dello stato Italiano. Se qualcuno si ostina a dire la sua allora comincia la guerra sporca, fatta di arresti, minacce, intimidazioni e provocazioni extralegali. Con questo comunicato vogliamo portare la nostra ferma solidarietà a tutti i compagni di AMpI e in particolare a Bruno, ingiustamente detenuto. Tutto il movimento anticolonialista, sardista e indipendentista non si farà intimidire da queste vergognose provocazioni, ma come sempre continueremo a lottare per la sovranità e il diritti negati del Popolo Sardo. Arbeschida Sarda – sotziu de sos disterrados 15/10/2009 |
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Ottobre 2009 09:42 )
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Oil, la potenza devastante del pertrolio. 10 Ottobre alle 20:30 al Cinema Massimo di Torino. |
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Scritto da Tzirculu de Torino
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Giovedì 08 Ottobre 2009 16:32 |
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Sabato 10 Ottobre a Torino, alle ore 20:30 con ingresso gratuito al Cinema Massimo, durante la il Festival "CinemAmbiente" verra' proiettato il tanto discusso documentario su una delle piu' grandi raffinerie d'Europa, la Saras.
Appuntamento ore 20:30 I circoli saranno presenti dalle 19:00 con un banchetto informativo. Volantino Oil |
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Ottobre 2009 17:52 )
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Riportiamo il comunicato stampa di A Manca pro sIndipendendentzia |
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Scritto da Sos Tzirculos
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Martedì 28 Luglio 2009 14:20 |
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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato fattoci avere da A Manca a proposito dell'azione di protesta per l'arresto di Bruno Bellomonte. "Oggi alle ore 11.30 due dirigenti di a Manca pro s'Indipendentzia si sono incatenati ad una finestra del palazzo della Provincia di Sassari e hanno srotolato uno striscione con su scritto "Bruno Liberu", mentre in piazza d'Italia altri militanti hanno distribuito volantini per spiegare ai cittadini il senso di questa forte ma necessaria azione. Dal 10 giugno infatti lo Stato italiano ha sequestrato il dirigente della nostra organizzazione Bruno Bellomonte e la stampa italiana e "sarda", dopo i primi due giorni, hanno fatto calare sulla vicenda un assordante silenzio, ignorando le numerose iniziative di protesta, i comunicati, le conferenze stampa e le altre iniziative di solidarietà. Bruno Bellomonte ha passato 45 giorni a Regina Coeli (Italia) in totale isolamento, subendo la censura della posta e godendo di soli 10 minuti d'aria al giorno. Non contenti di ciò i nostri aguzzini hanno deciso prima di imp edire all'avvocato di ascoltare con il suo assistito le intercettazioni violando di fatto il diritto alla difesa accampando "seri problemi di ordine pubblico", e poi di deportare il patriota Bruno Bellomonte presso la Casa Circondariale di Siano (Catanzaro-Italia), dove l'avvocato e i familiari per andarlo a trovare impiegano due intere giornate di viaggio. Bruno Bellomonte è un dirigente pubblico indipendentista, un lavoratore stimato dai colleghi e un sindacalista che ha trascorso la sua vita in prima fila nelle battaglie per il lavoro e per il popolo sardo. Appartiene ad a Manca pro s'Indipendentzia fin dalla sua fondazione e il suo unico obiettivo è la militanza e la lotta per il socialismo e l'indipendenza della Sardigna. Intendiamo denunciare all'intero popolo sardo che la sua prigionia è solo una provocazione contro l'intero movimento indipendentista per disseminare confusione ed incertezza tra i sardi che, sempre in maniera maggiore, vedono di buon occhio le istanze portate avanti da a Manca pro s'Indipendentzia e in generale dal movimento di liberazione natzionale. Lo Stato italiano non ha nè gli strumenti nè la volontà politica di fare fronte al dissesto economico e sociale causato da trecento anni di colonialismo italiano-piemontese e allora alza la tensione creando un pericoloso clima da caccia alle streghe. Noi comunisti indipendentisti siamo convinti che l'unico sbocco possibile alla crisi, alla disoccupazione, al genocidio, all'emigrazione sia un cammino verso l'autodeterminazione e la rinascita della nazione sarda. E' per questo che Bruno è stato arrestato, messo in isolamento e deportato nel sud dello Stato italiano: perchè ha deciso di non abbassare la testa e di lavorare ad una speranza di riscatto natzionale e sociale per il popolo sardo. Direttivu Politicu Natzionale a Manca pro s'Indipendendentzia" |
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Luglio 2009 16:48 )
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Solidales cun Bruno Bellomonte ! |
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Scritto da Tzirculu de Pisa
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Lunedì 15 Giugno 2009 13:12 |
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In giorno Mercoledì 10 Giugno 2009 le città di Genova, Roma e Milano hanno assistito ad una coordinata ed efficace operazione di polizia che ha portato all’arresto di 6 persone. L’accusa è di associazione sovversiva, in riferimento all’articolo 270 bis del c.p.p. Nello specifico, secondo gli inquirenti, il gruppo mirava alla realizzazione di uno o più attentati durante lo svolgimento del summit g8 della Maddalena. Durante l’operazione sarebbero state rinvenute armi ed esplosivi destinate all’uso nei giorni del vertice. Apprendiamo che, fra gli altri, è stato arrestato Bruno Bellomonte, militante indipendentista sardo, già inquisito durante la tristemente nota operazione Arcadia. Ai tempi, Bruno fu accusato di aver preso parte ad attentati dinamitardi in Sardegna e di essersi recato in medio-oriente per addestrarsi presso un campo terroristico. Quest’accusa fu smantellata immediatamente poiché, dalle carte, risultò che in realtà si trovava in Tunisia in viaggio di piacere. Non dovette così subire l’agonia degli altri 10 arrestati che rimasero dietro le sbarre per altri 10 mesi. Dopo questo interminabile periodo anche gli altri 10 indipendentisti furono scarcerati poiché, essendo quello un periodo di carcerazione preventiva previsto dall’articolo e non venendo fuori uno straccio di prova legittima che inchiodasse gli imputati, la situazione cominciava a sapere più che altro di carcerazione del dissenso e pesante intimidazione a tutto il movimento indipendentista ed anticolonialista sardo. Dalla data di scarcerazione ad oggi abbiamo assistito ad una vera e propria guerra psicologica nei confronti degli 11 e di tanti altri militanti, fatta di microspie rinvenute nelle macchine, perquisizioni ed intimidazioni, senza contare la minaccia continua della ripresa dei “processi Arcadia” e di altri giganteschi castelli di carta. In Sardegna la repressione del dissenso si concentra da sempre contro quelle spinte da sinistra al cambiamento sociale che escono fuori dai canoni tradizionali dell’opposizione italiana, poiché presentano istanze che forniscono una reale alternativa e progettualità allo sfruttamento tipico di un sistema capitalista. In una parola gli indipendentisti, gli unici che portano avanti un discorso che ben inquadra la situazione sarda e ne svela la contraddizione più ecclatante e perciò pericolosa da far conoscere: quella di una terra pesantemente colonizzata da uno stato che da secoli la relega ad una condizione di pezza da piedi e la utilizza come gigantesca base militare, area di speculazione turistica nonché ambientale e laboratorio di sperimentazione di armi, tecnologie e tecniche di repressione politica, sociale e culturale. E chiaro che chi si batte contro questa situazione dovrà essere zittito. Bruno è una di queste persone; uno che, da ferroviere, sindacalista e militante indipendentista non accetta un futuro da fame per se e per la propria famiglia, uno che lotta con e per il proprio popolo perché finalmente si renda libero. Ma è anche una persona intelligente, che sa che metodi come la lotta armata non pagano e non hanno mai pagato; sa anche del pesantissimo controllo che, a partire da quel fatidico 11 Luglio, lo attanaglia e non è così stupido, come lo stato vuol farci credere, da cambiare idea a 60 anni e scegliere metodologie di lotta che gli riserverebbero un destino da carcerato. Sappiamo che Bruno è stato arrestato per una intercettazione telefonica dove solo chi è ben pagato per sbattere in galera altra gente poteva leggere allusioni da lottarmatista. Sappiamo che questo stato terrorista cerca continuamente di trascinare l’opinione pubblica verso un clima di tensione e paura che giustifichi un governo autoritario e antidemocratico. Sappiamo che in Sardegna le uniche forze che impensieriscono lo stato, per via delle istanze che portano, sono l’indipendentismo e l’anticolonialismo. E’ naturale che si tenda a far si che la gente ne abbia timore e veda queste come terroriste, anziché il vero responsabile. Sappiamo quali siano le politiche dello stato italiano nei confronti del dissenso e delle minoranze; politiche che si inaspriscono ulteriormente alla vigilia di grandi eventi come il g8 (vedi nel 2001 prima di Genova) e che creano gli “ebrei” di turno da dare in pasto all’opinione pubblica come nemico numero uno. Sappiamo chi è Bruno e che razza di menzogne possa inventare lo stato nei confronti di chi non accetta il suo strapotere. Sappiamo che Bruno là dentro non demorde e che prestissimo sarà fuori e tornerà a lottare insieme a noi, con e per il popolo sardo, come ha sempre fatto. SOLIDARIETA’ A TUTTI I PRIGIONIERI PER IL LORO DISSENSO! LIBERTA’ PER BRUNO! LIBERTA’ PER TUTTI!
Tzirculos de sos disterrados sardos anticolonialistas
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Luglio 2009 23:52 )
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"Spariti" i computer degli avvocati di a Manca |
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Scritto da Stobados
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Giovedì 15 Ottobre 2009 15:13 |
 Nella notte tra domenica e lunedì sono spariti dagli studi degli avvocati del gruppo a Manca pro s'Indipendentzia tre portatili. I "ladri" in questione sono entrati negli studi senza commettere alcuna infrazione, così come raccontano gli agenti della polizia intervenuti dopo la chiamata dei legali, ed hanno puntato dritti verso i computer in questione senza portare via nessun'altro oggetto di valore. Le modalità del furto fanno venire più di qualche perplessità, che aumentano se si pensa alle tante passate denunce del movimento con le quali si accusavano i "soliti ignoti" di spiare le case, le sedi e le macchine dei militanti indipendentisti attraverso sofisticate microspie. All'interno dei portatili spariti vi era tutto il materiale riguardante le inchieste contro alcuni appartenenti del gruppo indipendentista sardo: l'operazione "Arcadia", che portò nel luglio del 2006 all'arresto di 10 militanti e alla perquisizione di una sessantina di abitazioni con l'accusa di associazione sovversiva con finalità di terrorismo per alcuni attentati eseguiti tra il 2003 e il 2005. 7 dei 10 arrestati rimasero nelle carceri italiane per oltre 10 mesi in custodia cautelare, Bruno Bellomonte venne scarcerato dopo 3 giorni in quanto all'epoca degli attentati di cui era accusato era in viaggio in un paese straniero (il timbro della dogana gli garantì il pass per la libertà). Non contenti dell'operazione bluff, finalizzata anche alla criminalizzazione dell'intero movimento indipendentista, a giugno della scorsa estate Bruno è stato arrestato una seconda volta assieme ad altre 5 persone. L'accusa era quella di stare progettando un attentato contro il G8 che in precedenza era in programma nell'isola di La Maddalena in Sardegna (per aggiungere un pò di carne al fuoco erano anche accusati di appartenere alle nuove Brigate Rosse). Bruno è ora al quarto mese di detenzione confinato nel carcere di Catanzaro, lontano dai famigliari e degli avvocati che devono spendere più di 400 euro e 2 giorni di viaggio per poter beneficiare di 2 ore di colloquio. In questo quadro si devono leggere i furti e il ritrovamento delle microspie nelle case di avvocati e militanti. Operazioni poliziesche eseguite in grande stile sotto la luce dei riflettori ma silenzio più totale su strani eventi che potrebbero addurre più di un dubbio sulle suddette operazioni... |
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Ottobre 2009 15:15 )
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12 / 13 Agosto: riunione dei circoli degli emigrati sardi a Cagliari |
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Scritto da Sos Tzirculos
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Lunedì 10 Agosto 2009 10:52 |
Agosto 2009 - Il g8 e' passato ed anche se spostato dall'isola di La Maddalena a L'Aquila, la citta' martoriata da piu' eventi, ha esplicitato numerose contraddizioni sul versante della sovradeterminazione del Governo italiano nei confronti della nostra terra. Queste le avevamo fatte emergere nel manifesto politico dei circoli e, a due anni dalla scrittura di quelle frasi, le nostre idee in merito non sono cambiate ma sono state rese piu' forti anche agli occhi di chi credeva nel G8 come trampolino per il rilancio economico della Sardegna.
I circoli sono nati nello slancio dato dal G8 alle mobilitazioni contro di esso, e' arrivato pero’ il momento di ricalibrare le intenzioni e gli obbiettivi degli studenti e dei lavoratori sardi emigrati e analizzare criticamente il loro operato a due anni dalla loro comparsa.
I circoli degli emigrati sardi si vedranno per una due giorni di discussione e confronto per capire quale sara' il loro futuro e in quale direzione il vento che sta soffiando in Sardegna in questi giorni li fara' andare.
Sono invitati gli emigrati sardi che vogliano contribuire al progetto o anche solo capire chi siamo, cosa pensiamo e come agiamo.
Cagliari 12/13 Agosto, gentilmente ospitati nei locali della associazione Don Chisciotte del rione Villanova in via San Giacomo 117.
L'ordine del giorno
- NOME CIRCOLI E MANIFESTO NUOVO - DOSSIER EMIGRAZIONE - ATTIVITA' VARIE (presentazioni, proiezioni) - APERTURA CASA EDITORIALE - CASSA - AUTOFINANZIAMENTO - "AFFARI INTERNI"
Sos Tzirculos de Sos Disterrados Sardos Contra a Su G8 e a Su Colonialismu
p.s.: confermare la propria partecipazione, anche perche’ vi si possa garantire ospitalita’, al 3933900621 |
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Agosto 2009 18:39 )
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Tutti al fianco di Mauretto! Libertà subito! |
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Scritto da sos tzirculos
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Lunedì 06 Luglio 2009 17:17 |
Questa mattina alle 6:00 la polizia italiana entra nelle case di 21 studenti e studentesse, tra Torino, Milano, Bologna, Padova e Napoli. La stampa parla di provvedimento cautelare in merito ai fatti del 19 maggio, quando il movimento dell'Onda Anomala è sceso in piazza con rabbia e determinazione contro il G8 dell'Università. A Torino il provvedimento ha toccato 12 persone, 6 delle quali sono state tratte in arresto, altre 6 costrette ai domiciliari. Dopo gli arresti ai danni di Alessandro e Domenico, successivamente costretti ai domiciliari, arriva così l'ennesimo tentativo di intimidazione verso un movimento che ha sempre dimostrato la sua capacità di rompere i divieti e affermare la propria incompatibilità rispetto ad un concetto di sviluppo fallimentare e insostenibile. Dopo Alessandro, altri 2 studenti sardi, emigrati e membri dei nostri Circoli, sono stati coinvolti nell'ennesima azione repressiva da parte dello Stato Italiano; azione di bieco stampo fascista che si va aggiungere alla recente ondata di atti repressivi, volti ad infamare il crescente movimento della sinistra indipendentista sarda, che si è mobilitata attivamente in Sardegna e in tutta Italia prima della mossa populista che ha portato al trasferimento del vertice del G8 da La Maddalena a L'Aquila. I Circoli degli emigrati sardi contro il G8 e il colonialismo esprimono la loro totale solidarietà nei confronti di tutti gli studenti e le studentesse coinvolti in questa operazione repressiva ed in particolar modo a Paolo e Mauro, il primo portato in questura e rilasciato in mattinata, il secondo tratto in arresto. Ribadiamo con forza la nostra avversità contro questi provvedimenti, che vorrebbero imbavagliare il dissenso, messi in moto da uno Stato colonialista al quale non apparteniamo.
Contro la repressione dello Stato Italiano, Mauro Libero! Liber* tutt*!
TZIRCULOS DE S*S DISTERRADOS SARD*S |
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Luglio 2009 17:24 )
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Altri arresti per terrorismo, altre montature, ancora patrioti sardi nelle galere Italiane. |
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Scritto da Stobados
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Giovedì 11 Giugno 2009 11:41 |

Nella giornata di ieri, e' stata svolta dalla DIGOS di mezza Italia un'operazione antiterrorismo che ha portato all'arresto di 6 persone accusate di stare progettando attentati contro il G8 che si sa rebbe dovuto svolgere a La Maddalena questo Luglio. Gli arresti sono stati effettuati a Roma, Genova e Milano e gli inquirenti sarebbero arrivati ai 6 attraverso intercettazioni partite dal 2007. Le notizie date dalle agenzie e dai telegiornali sono abbastanza diverse tra loro e cercano di non far emergere alcuni particolari che sono pero' assai interessanti. Si parla di un intero arsenale costituito da bombe, pistole e mitragliette; su alcune agenzie solo di mitragliette, su altri giornali ancora di niente. Ma al di la' di questo c'è dell'altro. Tra gli arrestati, infatti, vi e' un dirigente del direttivo politico di a Manca pro s'Indipendetzia già arrestato nel 2007 nella tristemente famosa operazione “Arcadia”. Questa mirava a decapitare l'organizzazione indipendentista sarda con 10 arresti e una cinquantina di perquisizioni. Bruno venne messo in carcere per poi venire liberato qualche giorno dopo in quanto il suo passaporto dimostrava che all'epoca degli attentati si trovava in terra marocchina. La stessa operazione Arcadia si e' rivelata un flop totale, intercettazioni mute e prove granitiche che sono evaporata al primo sole di Agosto. Sono passati quasi tre anni e di quel processo non si sa ancora nulla. Quello che si sa e' che 10 compagni hanno subito la galera, di questi 8 hanno perso 10 mesi della loro vita in carcere perché c'era la possibilità di reiterazione del reato. In questi tre anni dagli arresti la polizia italiana non si e' mai stancata si cercare, controllare e stare col fiato sul collo agli indipendentisti. Ci sono stati continui ritrovamenti di microspie nelle macchine e nelle case dei militanti indipendentisti, ma anche nelle sedi dell'organizzazione, apparecchi sofisticatissimi che pero' non sono mai stati chiesti indietro dagli inquirenti. Bruno sapeva quindi benissimo di essere sotto controllo, sorvegliato in ogni suo spostamento. Ma c'è stato anche qualcos'altro oltre a questo. Da dopo gli arresti, quell'organizzazione che volevano morta decapitata ha saputo reagire e crescere. Al suo fianco durante le manifestazioni di solidarietà centinaia di sardi sono scesi in piazza e poi migliaia di essi hanno dato il loro voto durante le ultime regionali e molti di più hanno seguito le indicazioni date dai partiti indipendentisti alle ultime Europee, l'astensione. La Sardegna, infatti, e' stata la terra con la più alta astensione alle urne, solo il 40 % degli aventi diritti al voto si sono recati ai seggi. Colpire Bruno oggi vuol dire anche colpire le migliaia di persone che gravitano intorno all'indipendentismo sardo.
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