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Tragedia Saras: lacrime di coccodrillo & rabbia operaia. |
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Scritto da Mauro Aresu
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Mercoledì 27 Maggio 2009 22:31 |
Luigi, Daniele e Bruno sono morti ieri in una delle più grandi raffinerie d'Europa: la Saras del gruppo Moratti. Dovevano compiere una semplice operazione di routine, la pulizia di un serbatoio. Sono morti in sequenza per cercare di aiutare chi era rimasto vittima dentro quella trappola; l'ultimo ad entrare e' stato Daniele con una maschera anti-gas, precauzione inutile, "qualcosa" è andato storto ed anche lui ci ha rimesso la pelle. Ancora morti sul lavoro, ancora vittime del risparmio aziendale, attento ai guadagni e non alle perdite...
Niente di nuovo alla Saras I 3 lavoratori di Villa San Pietro erano dipendenti di una ditta esterna. Le ditte esterne fanno risparmiare all'azienda almeno il 30 % ed il lavoro viene comunque svolto nei tempi richiesti. Parafrasando le parole di un operaio intervistato nel documentario "Oil", le gare d'appalto si svolgono su costi bassi e per rientrare nei tempi, con il minimo indispensabile di personale, i turni di lavoro diventano massacranti e la sicurezza và di conseguenza a farsi benedire. Risultato? Incidenti sul lavoro, proprio come quello che ieri è costato la vita a 3 lavoratori. Le lacrime di coccodrillo I Moratti stanno "vicino alle famiglie delle vittime" titolano i giornali. Lacrime da coccodrillo, come molte altre, la loro attenzione era concentrata nel tentativo di bloccare la proiezione del documentario suddetto per non ledere l'immagine del gruppo... Torniamo ad assistere all'ennesimo teatrino del finto dolore di politici e imprenditori, con la presa di parola di personaggi che sarebbe meglio se tacessero, gli stessi corsi a dichiararsi, 2 anni fa, "scossi" dalla tragedia della Thyssen Krupp di Torino... Acqua ne è passata sotto i ponti, ma le dichiarazioni e le promesse sono rimaste aria fritta, con gli operai che continuano quotidianamente a morire in fabbrica e nei cantieri. La rabbia operaia Alle 7 di questa mattina cancelli chiusi e oltre 2mila persone in presidio fuori dalla Saras: 8 ore di sciopero nella provincia di Cagliari, 4 nel resto della Sardegna per il comparto dei metalmeccanici. Tanta la rabbia fuori dai cancelli, sui quali i colleghi dei 3 lavoratori morti hanno legato 3 rose rosse e 3 rose bianche. Nel pomeriggio è arrivata la conferma che lo sciopero sarà esteso anche per i prossimi 2 giorni, lo stabilimento rimarrà bloccato fino a lunedi, si è inoltre deciso di bloccare a tempo indeterminato ogni ricorso agli straordinari. Le autorità di Sarroch e di Villa San Pietro hanno proclamato quindi 3 giorni di lutto cittadino a partire da oggi. Dopo aver confermato lo sciopero dei metalmeccanici sardi nel giorno dei funerali, le segreterie di Cgil Cisl e Uil hanno sottolineato come "il tragico episodio ripropone con urgenza il tema della sicurezza nella raffineria", la Fiom si costituità parte civile. Ma probabilmente sarebbe il caso di bloccarli "prima" gli stabilimenti, fermare le produzioni per esigere sicurezza e diritti, il "dopo" è troppo spesso testimonianza. Nel frattempo altri 3 lavoratori han perso la vita, e il bollettino di guerra sui posti di lavoro non conosce fine.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Maggio 2009 22:33 )
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Politica: G8, ora il governo intima ai sardi: «Finite le opere con i vostri soldi» |
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Scritto da tzirculu de Pisa
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Giovedì 14 Maggio 2009 17:48 |
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GUIDO PIGA LA MADDALENA. Se la Sardegna vuole completare le opere avviate per il G8, e se vuole realizzare quelle programmate e bloccate, lo faccia pure: ma a pagare il conto dovranno essere la Regione e i Comuni. Lo Stato non metterà un euro. Anzi, si prenderà i soldi (risparmiati) per darli all’Abruzzo. Sembra incredibile, invece è tutto nero su bianco. La nuova posizione del Governo è stata espressa in un emendamento al decreto Abruzzo, quello che ha annullato il G8 alla Maddalena per spostarlo all’Aquila. La mossa dell’esecutivo Berlusconi è di ieri e, nel clima di scontro dentro la maggioranza berlusconiana, serve per evitare sorprese in aula nella fase di conversione in legge; la discussione al Senato, proprio per via delle tensioni, è stata rimandata alla prossima settimana. Ecco, punto per punto, l’emendamento del governo che penalizza ancora di più la Maddalena e la Sardegna. Primo correzione al decreto. «Le ordinanze di protezione civile continuano ad applicarsi per assicurare il completamento delle opere in corso di realizzazione e programmate nella Regione Sardegna, nonché quelle da programmare, con risorse di competenza della Regione e degli enti locali, a titolo compensativo degli effetti derivanti dalla diversa localizzazione del G8». E’ chiarissimo. Il governo dice questo: le opere alla Maddalena in corso d’esecuzione devono essere finite, quelle programmate (il porto nell’arcipelago, ma anche la Sassari-Olbia) devono essere fatte. Ma a pagare non sarà lo Stato, dovranno essere la Regione e gli enti locali, in questo caso il comune della Maddalena. Non ci sono dubbi interpretativi: se la Sardegna non vuole delle incompiute, ci metta i suoi soldi. Seconda correzione fatta dal governo. «Con decreto del ministro dell’Economia, su proposta del commissario del G8, i risparmi derivanti dall’attuazione del decreto e i relativi importi sono versati nel bilancio dello Stato per essere riassegnati (...) per le esigenze della ricostruzione dei territori colpiti da sisma». L’emendamento modifica il decreto così: i risparmi (milionari) fatti sulle opere alla Maddalena non andranno più al ministero di Tremonti, una scelta di Berlusconi contestatissima dal centrosinistra sardo, ma all’Abruzzo. Come dire: una scelta (apparentemente) inattaccabile. La nuova posizione del Governo è però sorprendente per una serie di ragioni. Uno, le opere alla Maddalena per il G8 sono state tutte finanziate dalla Regione, ma per essere completate al 100 per cento, compresa la strada a 4 corsie Sassari-Olbia. Due, è singolare che, a «titolo compensativo per lo spostamento del G8», venga chieda alla Regione di spendere altri soldi per coprire i buchi lasciati da una decisione presa dal Governo. Terzo, i risparmi sulle opere alla Maddalena rappresentano un doppio danno: in Sardegna c’è il rischio che restino delle incompiute e questo perché una parte consistente dei soldi stanziati dalla Sardegna vengono ora dirotatti in Abruzzo. Letto l’emendamento del governo, il centrosinistra sardo è insorto. Francesco Sanna e Gian Piero Scanu, senatori del Pd, mettono in luce le contraddizioni del Governo. «L’emendamento del Governo è una vera provocazione. Si vorrebbe dare a intendere che per compensare la precipitosa fuga dalla Maddalena del Governo, la Sardegna e i suoi enti locali per completare le opere debbanno farlo a proprie spese. Come se fino ad ora non fosse accaduto così. E’ un po’ una beffa, un po’ un atto sovversivo». Sull’emendamento, sarà battaglia. L’interrogativo è: come si comporterà il centrodestra sardo? L’unica certezza, per ora, è la bocciatura di un emendamento al decreto Abruzzo presentato da Sanna, presentato nella commissione Affari costituzionali del Senato. Sanna chiedeva che una parte del decreto, quella sullo spostamento del G8, venisse dichiarata incostituzionale. «Non era stato preventivamente sentito, come impone lo statuto sardo, il presidente della Regione». Il centrodestra non ha voluto sentire ragioni, alla faccia dell’autonomia. |
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Maggio 2009 17:49 )
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25 aprile di resistenza a Cagliari. La polizia carica, gli antifascisti reggono |
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Scritto da Stobados
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Domenica 26 Aprile 2009 09:36 |
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La giornata di oggi segna un solco profondo con la tradizione cagliaritana di gestione del 25 aprile, fatta di commemorazioni e passeggiate che convivevano con la presenza fascista in città indisturbata e protetta da un ingente numero di forze dell’ordine. Da numerosi anni, infatti, due anime popolano le piazze del 25 aprile: da una parte il corteo istituzionale per celebrare la festa della liberazione dal nazi-fascismo, dall’altra, nelle scalinate della basilica di Bonaria, tutta la destra sarda composta da un centinaio di persone che commemora i caduti della R.S.I.. Negli ultimi due anni i fascisti hanno osata di più senza trovare particolari resistenze, il 25 aprile infatti da due anni organizzano un corteo da piazza Garibaldi a Piazza Gramsci dove risiede il monumento ai caduti. Il solco sta tra la decisione dei vari partiti e del comitato antifascista che organizza la giornata del 25 aprile di non porre al centro dell’attenzione l’agibilità politica che da parte di questura, prefettura e comune viene concessa a Fiamma Tricolore, Forza Nuova e la anomala Azione Giovani, e la risolutezza che quest’anno hanno avuto studenti e lavoratori autorganizzatisi per tentare di bloccare i fascisti. L’appuntamento era per un’ora e mezza prima del concentramento di continuità ideale, la sigla che creano i fascisti per il 25 aprile, ma già a quell’ora, le 17.00, un grosso dispiegamento di polizia mandava via la prima quarantina di compagni prendendo ad alcuni di essi le generalità. Gli antifascisti si spostano nella poco più lontana piazza costituzione incontrando nelle vicinanza alcuni fascisti che se la danno a gambe levate. A quel punto al ricompattamento gli antifascisti scendono nuovamente verso via Sonnino e si attestano a 200 metri dall’approdo del corteo pro repubblichini. Lo striscione rinforzato arriva giusto in tempo per l’arrivo della celere che senza pre-avvertimento carica brutalmente il presidio degli studenti che a quel punto sarà stato di un centoventi, centocinquanta di persone. La carica della polizia dura diversi minuti ma, forse per la prima volta a Cagliari, il presidio regge senza fuggire e senza arretrare, contando “solo” cinque feriti nonostante negli occhi dei poliziotti le intenzioni fossero ben peggiori. Il presidio a quel punto si trasforma in un corteo non autorizzato (come non autorizzato era il concentramento in piazza Gramsci, già concessa ai fascisti) che attraversa le vie centrali dello shopping cagliaritano comunicando alla cittadinanza quanto appena venuto e indicandone nella questura e nella prefettura i responsabili. Il corteo si scioglie, ancora rabbioso, in piazza del Carmine dove si svolge il concerto finale dei festeggiamenti per la Liberazione, alcuni compagni salgono sul palco per raccontare quanto appena successo riscontrando l’applauso dei partecipanti. Dopo le contestazioni al corteo per ricordare le foibe a Febbraio ed anche lì scontri con la polizia, ci rimane un 25 aprile di resistenza anomalo ma carico di significato e di prospettiva per la citta’ di Cagliari, abituata a subire in silenzio l’onta di veder sfilare i fascisti. |
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G8, gli indipendentisti sardi organizzano il contro-vertice. |
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Scritto da Tzirculu de Torino
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Giovedì 09 Aprile 2009 21:37 |
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Sardigna Natzione, A Manca pro s'Indipendentzia, A Foras, Juventude indipendentista ed il sindacato sardo Css, riuniti nella "Mesa sarda - A Foras su G8", apriranno tavoli di discussione sulle nazioni senza stato Si mette in moto la macchina organizzativa degli indipendentisti sardi in vista del G8 in programma a La Maddalena dall'8 al 10 luglio. Sardigna Natzione, A Manca pro s'Indipendentzia, A Foras, Juventude indipendentista ed il sindacato sardo Css, riuniti nella "Mesa sarda - A Foras su G8", apriranno tavoli di discussione sulle nazioni senza stato e scenderanno in piazza con le proprie bandiere in occasione del vertice internazionale. "Vogliamo essere messi in grado di poter affrontare pacificamente e con serenità gli argomenti inseriti nel documento programmatico predisposto - ha spiegato Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione - crediamo che ci debbano dare degli spazi logistici in prossimità dei luoghi dove si svolgerà il vertice e già oggi inizieremo ad organizzare questo controvertice confrontandoci con la Regione e gli altri responsabili dell'organizzazione del G8". I movimenti hanno effettuato alcuni sopralluoghi in Gallura, ma attendono che venga pubblicato il piano con le limitazioni delle zone interdette per decidere dove effettuare le riunioni. Nel controvertice si dibatterà delle nazioni senza stato, del diritto dell'autodeterminazione dei popoli, dell'economia di dipendenza, dell'occupazione militare e della lingua e cultura dei vari popoli. Sono stati invitati gli altri popoli europei senza stato (corsi, fiamminghi, catalani), ma anche extraeuropei come i curdi ed i palestinesi. fonte: Unione Sarda |
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 09 Aprile 2009 21:37 )
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ALE LIBERO! LIBERI TUTTI! |
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Scritto da sos tzirculos
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Martedì 19 Maggio 2009 20:48 |
Con questo comunicato i Circoli degli Emigrati Sardi Anticolonialisti esprimono tutta la loro solidarietà ad Alessandro, compagno sardo militante dei circoli, ed ai compagni greci e italiani tratti in arresto con lui negli scontri avvenuti questo pomeriggio a Torino. I nostri compagni e e le nostre compagne erano in strada oggi a manifestare il loro dissenso contro l'ennesimo soppruso che i potenti vogliono imporci, sperando che passi inosservato agli occhi di chi deve subirlo. Alessandro e gli altri fermati erano in strada per opporsi a questo sistema di regole classiste e ingiuste che non tiene conto delle persone che dovranno sperimentarlo sulla propria pelle (in questo caso, gli studenti). La risposta alla doverosa manifestazione del proprio diritto ad opporsi a questo status quo è sempre la stessa: blindati, lacrimogeni e il tanto, tanto, abuso di potere. Qualunque sia stata la dinamica di confronto imposta da una fortissima e indiscriminata repressione, riteniamo sacrosanto il diritto dei compagni a trovarsi in piazza oggi ad opporsi al G8 dei rettori e sosteniamo che sia stato lecito ogni tentativo di interrompere o comunque rubare spazio a questo inutile vertice. Massimo appoggio a questa lotta, massima solidarietà ad Alessandro ed agli altri compangni arrestati !
LIBERI TUTTI, SUBITO!!
Tzirculos De Sos Disterrados Sardos |
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 19 Maggio 2009 20:57 )
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Assemini e Porto Torres: affossamento |
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Scritto da Matteo
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Giovedì 30 Aprile 2009 17:49 |
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L'ennesima mazzata per l'industria sarda. E' di oggi la notizia che il patron della Vinyls Italia (ex Ineos) Fiorenzo Sartor ha presentato istanza di fallimento per la sua compagnia, che in Sardegna comprende i due poli di Porto Torres ed Assemini. Il signor Sartor era stato presentato da Scajola e Berlusconi, che è andato a raccontarlo alle folle di sardi accorse a vederlo durante la campagna elettorale, come l'uomo nuovo della chimica italiana e sarda, proprietario di un'azienda in grado di farsi carico dei vari poli sparsi per l'Italia come quelli di Ravenna, Marghera, Torviscosa, nonchè di quelli isolani. Berlusconi disse che "questo governo ha risolto il problema della chimica sarda" e i sardi gli hanno creduto, l'hanno votato! Il risultato è che il petrolchimico sardo è stato affidato ad un'azienda (la Safi srl) che non fattura neanche la metà dei debiti che ha ereditato dalla Ineos, un'azienda che a Dicembre ha messo in cassaintegrazione 100 suoi dipendenti (in quel di Macchiareddu, nell'Asseminese) e che ora sta per mandarli a casa tutti e in blocco! Ma si sa che i maiali sono fatti per razzolare e quella è la loro natura: il signor Sartor attualmente spera che attraverso l'istanza di fallimento i debiti che ha contratto possano essere congelati per pemettergli il proseguimento della sua attività criminosa nei confronti degli operai sardi. Tecnicamente dovrebbe essere impossibile, ma giochi di prestigio come la finanza creativa ed altro sono fatti apposta per rendere possibile l'impossibile... Morto un papa se ne fa un altro ed ecco che già è spuntato il nome di un ennesimo possibile salvatore dell'economia isolana: il gruppo Bertolini spa di Bologna, che sarebbe interessato a rilevare l'intero polo sardo e continentale, e nell'esigenza di sfruttamento dello stato nei confronti dei lavoratori siamo sicuri che, anche se non i bolognesi, qualcuno verrà trovato presto. E temiamo che dopo i fallimenti e le truffe dei signori Moratti, Rovelli, Sartor, di ditte come la Ineos, saremo costretti a parlare anche di quelli dei Bertolini e di tutti gli "ini" e gli "oni" calati dal continente e di tutti quelli che cogli "ini" e cogli "oni" ci stanno! Ribadiamo la nostra convinzione che la Sardegna sia, per chi gestisce l'economia, solo una terra da sfruttare e da tenere in sottosviluppo, un serbatoio da cui attingere cervelli e manodopera a basso costo, sempre stritolata dal cappio della cassaintegrazione e del lavoro precario. Ribadiamo la nostra convinzione che, finchè non saranno i sardi a rendersi conto della loro situazione e comportarsi di conseguenza, non ci saranno aiuti, rinascite o "chissaccosa" che terranno ma solo miseria, spopolamento e distruzione di tutto il potenziale economico e sociale che la nostra terra conserva ancora. Da emigrati ci impegnamo a far si che l'eco di questo scempio risuoni anche in continente e che non si dimentichi per l'ennesima volta, tra un reality ed un altro, che c'è gente che sta morendo di fame e non vede davanti a se alcun tipo di futuro. Ma ci rivolgiamo anche alle organizzazioni che affermano di lottare per la Sardegna e per i sardi: Dove siete quando il nostro "Populu Traballadore" è in ginocchio? Tzirculos De Sos Disterrados Sardos Contra A Su g8 |
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 04 Maggio 2009 07:50 )
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25 aprile a Cagliari: no alla parata nazifascista per i combattenti della R.S.I. |
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Scritto da Tzirculu de Torino
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Giovedì 23 Aprile 2009 17:35 |
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Volantino degli antifascisti cagliaritani contro la parata nazifascista che la destra sarda intende fare durante il 25 aprile. L'appuntamento e' per sabato 25 aprile a Cagliari in piazza Gramsci alle 17. |
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 26 Aprile 2009 14:45 )
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Dance Hall Raegge benefit @ Askatasuna (Torino) con Dr Boost, Zuli, Ras Pepy e Mado Che Crew |
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Scritto da Tzirculu de Torino
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Mercoledì 08 Aprile 2009 09:39 |
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Dance Hall raegge benefit circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo con:
Dr Boost & Big Isalnd Sound (dae sa Sardigna), Zuli, Ras Pepy, Mado' che crew, Zisco e Vachiglia Sound! |
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Aprile 2009 16:29 )
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