Solidales cun Bruno Bellomonte ! Stampa
Scritto da Tzirculu de Pisa   
Lunedì 15 Giugno 2009 13:12

In giorno Mercoledì 10 Giugno 2009 le città di Genova, Roma e Milano hanno assistito ad una coordinata ed efficace operazione di polizia che ha portato all’arresto di 6 persone. L’accusa è di associazione sovversiva, in riferimento all’articolo 270 bis del c.p.p. Nello specifico, secondo gli inquirenti, il gruppo mirava alla realizzazione di uno o più attentati durante lo svolgimento del summit g8 della Maddalena. Durante l’operazione sarebbero state rinvenute armi ed esplosivi destinate all’uso nei giorni del vertice. Apprendiamo che, fra gli altri, è stato arrestato Bruno Bellomonte, militante indipendentista sardo, già inquisito durante la tristemente nota operazione Arcadia.
Ai tempi, Bruno fu accusato di aver preso parte ad attentati dinamitardi in Sardegna e di essersi recato in medio-oriente per addestrarsi presso un campo terroristico. Quest’accusa fu smantellata immediatamente poiché, dalle carte, risultò che in realtà si trovava in Tunisia in viaggio di piacere. Non dovette così subire l’agonia degli altri 10 arrestati che rimasero dietro le sbarre per altri 10 mesi. Dopo questo interminabile periodo anche gli altri 10 indipendentisti furono scarcerati poiché, essendo quello un periodo di carcerazione preventiva previsto dall’articolo e non venendo fuori uno straccio di prova legittima che inchiodasse gli imputati, la situazione cominciava a sapere più che altro di carcerazione del dissenso e pesante intimidazione a tutto il movimento indipendentista ed anticolonialista sardo.
Dalla data di scarcerazione ad oggi abbiamo assistito ad una vera e propria guerra psicologica nei confronti degli 11 e di tanti altri militanti, fatta di microspie rinvenute nelle macchine, perquisizioni ed intimidazioni, senza contare la minaccia continua della ripresa dei “processi Arcadia” e di altri giganteschi castelli di carta.
In Sardegna la repressione del dissenso si concentra da sempre contro quelle spinte da sinistra al cambiamento sociale che escono fuori dai canoni tradizionali dell’opposizione italiana, poiché presentano istanze che forniscono una reale alternativa e progettualità allo sfruttamento tipico di un sistema capitalista. In una parola gli indipendentisti, gli unici che portano avanti un discorso che ben inquadra la situazione sarda e ne svela la contraddizione più ecclatante e perciò pericolosa da far conoscere: quella di una terra pesantemente colonizzata da uno stato che da secoli la relega ad una condizione di pezza da piedi e la utilizza come gigantesca base militare, area di speculazione turistica nonché ambientale e laboratorio di sperimentazione di armi, tecnologie e tecniche di repressione politica, sociale e culturale.
E chiaro che chi si batte contro questa situazione dovrà essere zittito. Bruno è una di queste persone; uno che, da ferroviere, sindacalista e militante indipendentista non accetta un futuro da fame per se e per la propria famiglia, uno che lotta con e per il proprio popolo perché finalmente si renda libero. Ma è anche una persona intelligente, che sa che metodi come la lotta armata non pagano e non hanno mai pagato; sa anche del pesantissimo controllo che, a partire da quel fatidico 11 Luglio, lo attanaglia e non è così stupido, come lo stato vuol farci credere, da cambiare idea a 60 anni e scegliere metodologie di lotta che gli riserverebbero un destino da carcerato.
Sappiamo che Bruno è stato arrestato per una intercettazione telefonica dove solo chi è ben pagato per sbattere in galera altra gente poteva leggere allusioni da lottarmatista.
Sappiamo che questo stato terrorista cerca continuamente di trascinare l’opinione pubblica verso un clima di tensione e paura che giustifichi un governo autoritario e antidemocratico.
Sappiamo che in Sardegna le uniche forze che impensieriscono lo stato, per via delle istanze che portano, sono l’indipendentismo e l’anticolonialismo. E’ naturale che si tenda a far si che la gente ne abbia timore e veda queste come terroriste, anziché il vero responsabile.
Sappiamo quali siano le politiche dello stato italiano nei confronti del dissenso e delle minoranze; politiche che si inaspriscono ulteriormente alla vigilia di grandi eventi come il g8 (vedi nel 2001 prima di Genova) e che creano gli “ebrei” di turno da dare in pasto all’opinione pubblica come nemico numero uno.
Sappiamo chi è Bruno e che razza di menzogne possa inventare lo stato nei confronti di chi non accetta il suo strapotere.
Sappiamo che Bruno là dentro non demorde e che prestissimo sarà fuori e tornerà a lottare insieme a noi, con e per il popolo sardo, come ha sempre fatto.


SOLIDARIETA’ A TUTTI I PRIGIONIERI PER IL LORO DISSENSO!
LIBERTA’ PER BRUNO!
LIBERTA’ PER TUTTI!


Tzirculos de sos disterrados sardos anticolonialistas

Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Luglio 2009 23:52 )