Sabato 8 marzo si è tenuta la prima riunione operativa dei circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo.
Erano presenti compagni e compagne sardi emigrati dalle città di Pisa, Firenze, Torino, Milano, Bologna, Vicenza, Trento
Erano inoltre presenti i compagni dell’organizzazione “Lotta e Unità”
Relazione della discussione secondo l’ordine del giorno previsto:
Piano semestrale: l’assemblea ha deciso di dedicare i prossimi mesi a due forme di attività, vale a dire autofinanziamento ed agitazione. Da qui all’estate (quando si terrà la seconda riunione generale dei circoli) è necessario iniziare sia un lavoro di sensibilizzazione primaria, di consolidamento dei circoli e di autofinanziamento. In una seconda fase, da settembre in poi, partirà la campagna politica contro il g8 e il colonialismo. Due fasi quindi: la prima di autofinanziamento-agitazione, la seconda di propaganda-analisi. Una campagna articolata e ricca di contenuti che necessità però di tre fattori essenziali ora inesistenti o deboli:
un monte finanziamenti congruo allo sforzo richiesto,
una sensibilizzazione primaria,
una capacità organizzativa e operativa abbastanza elevata.
Sintesi: Da qui all’estate è necessario concentrare tutte le forze a creare o consolidare questi tre punti, senza i quali è impensabile condurre la campagna contro il g8 del 2009 e contro il colonialismo.
Iniziative
prima iniziativa di autofinanziamento: ai primi di aprile (data da stabilire) ci sarà una cena al CPA di Firenze organizzata dai compagni sardi di Firenze insieme a quelli di Pisa. L’obbiettivo di questa cena è raccogliere circa 300 euro per stampare circa 10 000 adesivi di propaganda al nostro progetto. Gli adesivi consistono nella bandiera sarda con la dicitura del sito e con la scritta (in sardo) del nome dei nostri circoli. Va valutata la possibilità di cambiare il sito da “kuntrasug8” a “contrasug8”, perché kuntra in sardo in effetti non esiste. [referenti per questa cena, Nadia, e i compagni di Sardigna Ruja di Pisa per la cena; Emanuele per la grafica dell’adesivo, Alex di Milano per l’ordine (che deve partire prima della cena)].
Seconda iniziativa di agitazione: il 21 aprile sarà la prima data ufficiale di apparizione dei circoli. In ogni realtà in cui ci siano sardi che aderiscono ai circoli o che simpatizzano per la mobilitazione contro il g8 e il colonialismo, verranno fatte una serie di azioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sarda e italiana sulle mobilitazioni anti- g8. Il popolo sardo non vuole il g8 (da qui la parola d’ordine “a foras su g8”) ma lavoro e sovranità (da qui la necessità di dare una impostazione anticolonialista alla mobilitazione). Inviteremo i sardi emigrati di tutto il mondo a scrivere striscioni, a dipingere, a volantinare, a inventarsi ogni iniziativa creativa e comunicativa incentrata su questa parola d’ordine: “A Foras su g8” e a pubblicizzare il sito dei circoli.
Terza iniziativa: Sa die de sa Sardigna: il 28 aprile è la giornata del popolo sardo e i circoli la dedicheranno alla raccolta fondi per lanciare l’anno prossimo le mobilitazioni contro il g8 e il colonialismo. In ogni città o paese dove ci siano emigrati sardi sensibili e vicini al nostro progetto organizzeremo cene, dibattiti, feste popolari, arrostite, concerti, mostre e tutto quello che di bello e di significativo ci verrà in mente per raccogliere soldi e incominciare a fare passare alcuni messaggi fondamentali:
il popolo sardo è una nazione che non ha diritti politici, linguistici ed economici sfruttata e oppressa dallo stato italiano
il g8 è una umiliazione coloniale che non corrisponde agli interessi del popolo lavoratore sardo
è necessario che anche gli emigrati sardi riprendano ad interessarsi di questi aspetti e si organizzino. [referenti: tutte le realtà dei circoli].
1° Maggio (ed eventualmente anche il 25 aprile e il 28 aprile): organizzare un banchetto durante le iniziative della sinistra indipendentista sarda in queste tre date. Verrà diffuso il documento politico e gli adesivi. Sarà una prima occasione per farci conoscere dai movimenti sardi. [referenti: cristiano e Miriam]
Metà maggio: abbiamo intenzione di organizzare un tour di un gruppo sardo famoso, ma al tempo stesso significativo della lotta che stiamo portando avanti. Sono al vaglio diverse possibilità [referente Cristiano]. Le tappe previste sono Firenze, Milano, Torino. Ma se ci sono altre richieste le possiamo valutare. Il tour potrebbe chiamarsi “A Foras su g8 Tour”, o una cosa simile. [referenti: Cristiano, Mauretto, Alex, Nadia]
Rapporti politici nazionali e internazionali: I circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo nei loro rapporti con le realtà nazionali sarde, che a livello internazionale (movimenti progressivi di contestazione contro il g8 in generale) non hanno nessuna preclusione. L’unica richiesta per lavorare insieme è il rispetto della nostra linea politica di fondo.
Secondo questa prospettiva abbiamo deciso di stampare alcune bandiere nazionali sarde e spedirle a tutte quelle realtà (organizzazioni, centri sociali, sindacati di base, associazioni culturali, ecc..) che pensiamo possano essere interessate a partecipare e sostenere la nostra mobilitazione.
La bandiera sarà accompagnata da una lettera che ruoterà sommariamente attorno a questi tre punti:
il G8 non si svolgerà in Italia ma in Sardegna, che ne è una colonia interna
oltre alla contestazione al g8 e al neoliberismo in generale queste mobilitazioni saranno dedicate ai diritti dei popoli oppressi e senza sovranità
chiediamo di esporre la bandiera sarda in segno di solidarietà alla nostra mobilitazione.
Una seconda richiesta è all’organizzazione della sinistra indipendentista “A Manca pro s’Indipendentzia” di organizzare un incontro questa estate (intorno ad agosto) dove le realtà nazionali sarde e internazionali possano discutere e confrontarsi sulla mobilitazione contro il g8. Ciò è necessario perché se non provengono direttive precise dai compagni e dalle sensibilità che si trovano in Sardegna anche il lavoro dell’emigrazione risulta impossibile.
Repressione: visti i segnali non confortanti della relazione dei servizi segreti sul “pericolo anarco-indipendentista” ci sembra opportuno tutelarci da questo punto di vista. Ogni circolo (e ognuno di noi) deve avere un avvocato di riferimento nella propria città e gli avvocati devono conoscere i nomi e i recapiti degli altri avvocati. Verrà ribadito in ogni occasione la nostra volontà di non farci criminalizzare, perché il diritto a manifestare liberamente il nostro dissenso non può essere inibito da nessun allarmismo né motivato né soprattutto se senza fondamento.
Simbolo o logo: è un punto insoluto. Dobbiamo pensarci in futuro. Se a qualcuno viene un’idea si faccia vivo.
Sito internet: dobbiamo decidere in fretta se cambiare il nome o meno. Ma una cosa è certa. Dobbiamo impegnarci tutti ad una strategia per fare diventare il nostro strumento nell’immediato più utile, pratico e comunicativo per comunicare e per farci conoscere. Abbiamo appena 15 iscritti al forum e un numero di visite basse. Per questo motivo dobbiamo partecipare tutti e tutte al suo aggiornamento e alle discussioni sul forum. Abbiamo deciso dividere il sito in sezioni e di dedicare la pagina centrale alle iniziative e alle informazioni sui circoli.
Le sezioni per ora sono:
occupazione militare della sardegna
cultura sarda (lingua, cultura, storia, tradizioni popolari)
colonialismo economico
g8 in generale (storia del g8, movimenti contro, ecc..)
g8 in sardegna (notizie, ecc..)
popoli senza stato (notizie e analisi da tutti i popoli in lotta contro l’imperialismo e il colonialismo).
Portavoce: valuteremo in futuro la possibilità di nominare un portavoce per mantenere i rapporti con la stampa ecc..
Per adesioni e informazioni:
email:"contraasug8@gmail.com", Sito:"http://contraasug8.altervista.org" Forum di discussione:"http://contraasug8.altervista.org/phpbb"
oppure cellulare: 3382154200 - Cristiano
ringraziamo il CPA- Firenze Sud per la disponibilità ad ospitare la nostra riunione e cogliamo l’occasione per ribadire pubblicamente la nostra solidarietà ai militanti fiorentini colpiti recentemente dalla repressione di uno stato che assolve i mafiosi e condanna a 7 anni per “resistenza a pubblico ufficiale”.